FALCRI - Federazione Autonoma Lavoratori del Credito e del Risparmio Italiani

Francesca Furfaro
Segretario

PERCHÉ UNA
RICERCA SUI
BILANCI
SOCIALI
DELLE BANCHE
ITALIANE

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C'  è un iceberg a rappresentare la realtà della responsabilità sociale o, più precisamente, la diffusione dei bilanci sociali nelle banche italiane. Un iceberg la cui punta affiorante costituisce solo il 9% della sua massa potenziale. Il 9%, infatti, rappresenta la percentuale delle banche che a fine 2002 hanno presentato un bilancio sociale a testimoniare l’orientamento delle singole aziende del settore del credito alla RSI.

La ricerca Falcri, in collaborazione con esponenti dell’Università di Tor Vergata, realizza un’analisi strutturale e qualitativa dei bilanci sociali 2002 delle banche italiane, con la finalità di studiare e diffondere le best practice del sistema fornendo utili indicazioni e suggerimenti per sviluppare volontariamente la responsabilità sociale.

La Falcri già da tempo si propone come soggetto attivo nel campo della conoscenza e promozione del tema della Responsabilità Sociale dell’Impresa o Corporate Social Responsibility. E’ convinta che lo sviluppo di pratiche e comportamenti sul terreno della RSI offrano importanti opportunità di sviluppo a tutti i soggetti che ruotano all’interno e all’esterno dell’azienda. Si tratta di un tema o, più precisamente, di uno spazio, tutto da approfondire, conoscere, sperimentare e, soprattutto, da innovare continuamente.

La crescente domanda di trasparenza che arriva dalla società civile e l’accresciuta richiesta di competitività impongono alle aziende profondi cambiamenti, tra cui una maggiore attenzione alle esigenze e aspettative della clientela, dei propri dipendenti e di tutta la società in una progettualità di medio/lungo respiro che punti alla crescita qualitativa, allo sviluppo durevole e alla creazione di valore per tutti gli attori dell’impresa.

Purtroppo il tema rischia di consumarsi come una moda o di essere considerato come una semplice operazione di marketing finalizzata perlopiù a rilanciare l’immagine delle aziende. Proprio per questo la Falcri ritiene sia indispensabile fare cultura sulla responsabilità sociale al fine di provare a valorizzare concretamente le opportunità offerte incorporando nelle strategie aziendali i principi che ne sono alla base.

Nella RSI lo stakeholder è normalmente spettatore dei comportamenti dell’impresa ed, invece, la Falcri untende collaborare a promuovere una stagione nuova, quella degli stakeholder attori della RSI che non si limitano a valutare l’offerta di informazione delle banche in materia, ma si fanno promotori di una domanda.

La domanda si alimenta solo con la conoscenza: da qui, prima la predisposizione e la diffusione, ormai più di un anno fa, di un Cd Rom Falcri finalizzato ad informare, formare e sensibilizzare sul tema della RSI, con una specifica attenzione al mondo bancario che si sta mostrando particolarmente interessato alle strategie della CSR e in cui Abi e Sindacati del settore hanno di recente condiviso un “Protocollo sullo sviluppo sostenibile e compatibile” nell’ambito dei principi della RSI. Oggi, la Falcri realizza la ricerca sui bilanci sociali esistenti destinata a tutti i soggetti che svol­gono direttamente o indirettamente un ruolo di stakeholder, ma anche e soprattutto a quello che è uno degli stakeholder più importanti: i dipendenti. Soggetti che, a differenza di altre categorie di stakeholder, passano in banca come minimo 35 anni della loro esistenza, consapevoli che dal loro comportamento dipende gran parte del consenso e della fiducia che la società civile ricono­sce alla banca. Dall’indagine Falcri emerge, invece, che è solo un’azienda ad informare e formare il proprio personale in materia di RSI.

Il personale dipendente, al contrario, può e deve diventare portatore di una domanda di comunicazione e di informazione all’interno della propria banca sul tema della RSI che non può che essere che positiva per tutto il sistema. Da qui l’impegno del Sindacato ad essere parte attiva nel processo in atto, a fare cultura sulla RSI, a condividere con le aziende principi e finalità, nella convinzione che ottenere valore aggiunto sulla banca significa estenderlo pure a favore dei dipendenti e della società nel suo complesso.

Tuttavia non è auspicabile una omologazione delle esperienze della RSI in quanto non è possibile pensare ad una soluzione che si adatti a tutte le realtà e per tutte le stagioni. Il “comportamento socialmente responsabile” delle imprese si deve collocare in un processo dinamico e non statico a favore della creatività e della innovazione.

E’ inoltre importante che le pratiche e gli strumenti delle imprese in materia della RSI non vengano definite, attuate e valutate unilateralmente, ma è necessario che al processo partecipino, come evidenziato anche a livello internazionale, in una logica di relationship e non solo in una logica di reporting, anche le parti interessate per evitare il rischio dell’autoreferenzialità, sempre in agguato quando si tratta di “buone azioni”.

La ricerca Falcri sui bilanci sociali delle banche italiane è incentrata su due momenti: l’elaborazione e diffusione di un questionario su un campione di circa 80 banche, finalizzato a valutare il livello di interesse e conoscenza sull’argomento e l’analisi strutturale e qualitativa dei bilanci sociali 2002 delle Banche Italiane (circa 30 bilanci su poco meno di 300 banche, escludendo il settore delle Banche di Credito Cooperativo e le Banche estere) attraverso una “procedura di istruttoria” che ha valutato la forma, la struttura e il contenuto dei bilanci sociali e ha elaborato un Rating Falcri sulle singole aree degli stessi.

Si è consapevoli che il bilancio sociale è solo uno degli strumenti finalizzati a promuovere la RSI e che rappresenta il momento ultimo della rendicontazione di un processo articolato e continuo. Rappresenta, comunque, la promozione di atti e documenti che incentivano la cultura e la diffusione di comportamenti eticamente e socialmente responsabili.

Tra l’altro, il delicato momento che il sistema bancario sta vivendo dopo i casi Argentina, Cirio e Parmalat, suggerirebbe un più ampio e spontaneo coinvolgimento di tutto il sistema su questo terreno.

La Falcri intende portare avanti un’azione di promozione positiva fornendo al sistema bancario, attraverso la propria ricerca e l’utilizzo di un modello scientifico, spunti e suggerimenti sia per offrire un contributo nella impostazione dei bilanci sociali, sia per promuovere, di fatto, la diffusione degli stessi nel sistema, anche attraverso una “concorrenza virtuale” al suo interno.

L’analisi Falcri può rappresentare per le banche che redigono il bilancio sociale un motivo di soddisfazione ma anche di confronto; per quelle che non lo fanno, invece, uno stimolo a realizzarlo con spunti concreti ed operativi. L’obiettivo è il “benessere” della banca, perché dalla banca dipende anche il “benessere” dei dipendenti e della società.

Il bilancio sociale, soprattutto se vede un opportuno coinvolgimento dei portatori di interesse con i quali poter anche individuare indicatori condivisi per la redazione dello stesso, può essere un importante strumento di ascolto, di comunicazione e di diffusione di cultura sulla RSI e, come tale, strumento strategico per garantire uno “sviluppo durevole”.

Tra le “pieghe” del bilancio economico delle banche c’è un intangible asset che è costituito dalla fiducia e dalla reputazione.

Il bilancio sociale può quindi rappresentare un’integrazione sinergica del valore finanziario patrimoniale con la capacità di generare valore in termini di fiducia, consenso, coinvolgimento, relazione, valorizzazione del capitale intellettuale.

La ricerca Falcri non comprende la verifica della coerenza tra quanto riportato in bilancio e gli effettivi comportamenti aziendali bensì è “un’analisi del metodo senza entrare nel merito”. E’ tuttavia evidente che la struttura del bilancio sociale dovrebbe essere coerente ed integrata alle linee programmatiche ed alle strategie aziendali. In ogni caso, l’analisi effettuata sui modelli è risultata utile a rilevare discordanze e possibili aree di miglioramento.

L’obiettivo prioritario che si è posto la Falcri, è quello di proporre un contributo al miglioramento continuo sul percorso della RSI attraverso un modello scientifico di valutazione del bilancio sociale.

Il gruppo di lavoro Falcri ha proceduto ad una valutazione quali-quantitativa delle informazioni contenute in ciascun “campo” individuato per identificare “le migliori prassi nelle prassi migliori” del sistema bancario da offrire come benchmark di riferimento per chi fa il bilancio sociale o per chi non lo fa ancora.

La scelta di formare un gruppo di lavoro “interno”, sebbene affiancato da esperti del mondo accademico, risponde ad un preciso obiettivo della Falcri: quello di agevolare la diffusione di momenti formativi e informativi sul tema della RSI investendo su propri dirigenti sindacali che hanno contribuito, già da due anni, ad accrescere nel Sindacato consapevolezza, attenzione e sensibilità sulla materia.

Della RSI se ne parla molto oggi, nel settore bancario come in altri contesti. La Falcri ha scelto di contribuire concretamente al passaggio dalla fase dell’enunciazione alla fase dell’azione e promozione reale. Infatti la ricerca sui bilanci sociali può essere considerata la seconda iniziativa Falcri di “responsabilità sociale” dopo la realizzazione del cd rom formativo/informativo sul tema della RSI. La RSI è fatta di valori ed una cosa abbiamo imparato in questi due anni di lavoro sul tema: esiste un gap tra i valori dichiarati e i valori vissuti, nonché tra i valori percepiti dal mercato. Questo gap va superato e della RSI non se ne deve solo parlare, ma va adottata come filosofia di gestione.

L’obiettivo auspicabile è quello di un complessivo innalzamento della media generale del sistema bancario, attraverso l’emergere della sua parte più consistente.

Nell’affidare alle considerazioni di ciascuno i dati della ricerca, la Falcri non può che augurarsi che quel 9% del sistema bancario, che rappresenta la punta affiorante dell’iceberg, cresca fino ad emergere completamente.

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