|
Torna
al Sommario
C' è un iceberg a
rappresentare la realtà della responsabilità sociale o, più precisamente, la
diffusione dei bilanci sociali nelle banche italiane. Un iceberg la cui
punta affiorante costituisce solo il 9% della sua massa potenziale. Il 9%,
infatti, rappresenta la percentuale delle banche che a fine 2002 hanno
presentato un bilancio sociale a testimoniare l’orientamento delle singole
aziende del settore del credito alla RSI.
La ricerca Falcri, in
collaborazione con esponenti dell’Università di Tor Vergata, realizza un’analisi
strutturale e qualitativa dei bilanci sociali 2002 delle banche italiane, con
la finalità di studiare e diffondere le best practice del sistema
fornendo utili indicazioni e suggerimenti per sviluppare volontariamente la
responsabilità sociale.
La Falcri già da tempo si propone come soggetto attivo nel campo della
conoscenza e promozione del tema della Responsabilità Sociale dell’Impresa o Corporate
Social Responsibility. E’ convinta che lo sviluppo di pratiche e
comportamenti sul terreno della RSI offrano importanti opportunità di
sviluppo a tutti i soggetti che ruotano all’interno e all’esterno dell’azienda.
Si tratta di un tema o, più precisamente, di uno spazio, tutto da approfondire,
conoscere, sperimentare e, soprattutto, da innovare continuamente.
La crescente domanda
di trasparenza che arriva dalla società civile e l’accresciuta richiesta di competitività
impongono alle aziende profondi cambiamenti, tra cui una maggiore attenzione
alle esigenze e aspettative della clientela, dei propri dipendenti e di tutta
la società in una progettualità di medio/lungo respiro che punti alla crescita
qualitativa, allo sviluppo durevole e alla creazione di valore per tutti gli
attori dell’impresa.
Purtroppo il tema
rischia di consumarsi come una moda o di essere considerato come una semplice
operazione di marketing finalizzata perlopiù a
rilanciare l’immagine delle aziende. Proprio per questo la Falcri
ritiene sia indispensabile fare cultura sulla responsabilità sociale al fine di
provare a valorizzare concretamente le opportunità offerte incorporando
nelle strategie aziendali i principi che ne sono alla base.
Nella RSI lo stakeholder è normalmente
spettatore dei comportamenti dell’impresa ed, invece, la Falcri untende
collaborare a promuovere una stagione nuova, quella degli stakeholder attori della
RSI che non si limitano a valutare l’offerta di informazione delle banche in
materia, ma si fanno promotori di una domanda.
La
domanda si alimenta solo con la conoscenza: da qui, prima la predisposizione e
la diffusione, ormai più di un anno fa, di un Cd Rom Falcri
finalizzato ad informare, formare e sensibilizzare sul tema della RSI, con una
specifica attenzione al mondo bancario che si sta mostrando particolarmente
interessato alle strategie della CSR e in cui Abi e Sindacati del settore hanno
di recente condiviso un “Protocollo sullo sviluppo sostenibile e compatibile”
nell’ambito dei principi della RSI. Oggi, la Falcri realizza la ricerca sui
bilanci sociali esistenti destinata a tutti i soggetti che svolgono
direttamente o indirettamente un ruolo di stakeholder, ma
anche e soprattutto a quello che è uno degli stakeholder più
importanti: i dipendenti. Soggetti che, a differenza di altre categorie di stakeholder, passano in
banca come minimo 35 anni della loro esistenza, consapevoli che dal loro
comportamento dipende gran parte del consenso e della fiducia che la società
civile riconosce alla banca. Dall’indagine Falcri emerge, invece, che è solo
un’azienda ad informare e formare il proprio personale in materia di RSI.
Il personale
dipendente, al contrario, può e deve diventare portatore di una domanda di comunicazione
e di informazione all’interno della propria banca sul tema della RSI che non
può che essere che positiva per tutto il sistema. Da qui l’impegno del
Sindacato ad essere parte attiva nel processo in atto, a fare cultura
sulla RSI, a condividere con le aziende principi e finalità, nella convinzione che
ottenere valore aggiunto sulla banca significa estenderlo pure a favore dei
dipendenti e della società nel suo complesso.
Tuttavia non è auspicabile una omologazione delle esperienze della RSI
in quanto non è possibile pensare ad una soluzione che si adatti a tutte le
realtà e per tutte le stagioni. Il “comportamento socialmente responsabile”
delle imprese si deve collocare in un processo dinamico e non statico a favore
della creatività e della innovazione.
E’ inoltre importante
che le pratiche e gli strumenti delle imprese in materia della RSI non vengano
definite, attuate e valutate unilateralmente, ma è necessario che al processo
partecipino, come evidenziato anche a livello internazionale, in una logica di
relationship e non solo in una logica di reporting, anche le
parti interessate per evitare il rischio dell’autoreferenzialità, sempre in
agguato quando si tratta di “buone azioni”.
La ricerca Falcri sui
bilanci sociali delle banche italiane è incentrata su due momenti: l’elaborazione
e diffusione di un questionario su un campione di circa 80 banche, finalizzato
a valutare il livello di
interesse e conoscenza sull’argomento e l’analisi strutturale e qualitativa dei
bilanci sociali 2002 delle Banche Italiane (circa 30 bilanci su poco meno di
300 banche, escludendo il settore delle Banche di Credito Cooperativo e le
Banche estere) attraverso una “procedura di istruttoria” che ha valutato la
forma, la struttura e il contenuto dei bilanci sociali e ha elaborato un Rating Falcri sulle
singole aree degli stessi.
Si è consapevoli che
il bilancio sociale è solo uno degli strumenti finalizzati a promuovere la RSI
e che rappresenta il momento ultimo della rendicontazione di un processo
articolato e continuo. Rappresenta, comunque, la promozione di atti e documenti
che incentivano la cultura e la diffusione di comportamenti eticamente e
socialmente responsabili.
Tra l’altro, il
delicato momento che il sistema bancario sta vivendo dopo i casi Argentina,
Cirio e Parmalat, suggerirebbe un più ampio e spontaneo coinvolgimento di tutto
il sistema su questo terreno.
La Falcri intende
portare avanti un’azione di promozione positiva fornendo al sistema bancario,
attraverso la propria ricerca e l’utilizzo di un modello scientifico, spunti e
suggerimenti sia per offrire un contributo nella impostazione dei bilanci
sociali, sia per promuovere, di fatto, la diffusione degli stessi nel sistema,
anche attraverso una “concorrenza virtuale” al suo interno.
L’analisi Falcri può
rappresentare per le banche che redigono il bilancio sociale un motivo di soddisfazione
ma anche di confronto; per quelle che non lo fanno, invece, uno stimolo a
realizzarlo con spunti concreti ed operativi. L’obiettivo è il “benessere”
della banca, perché dalla banca dipende anche il “benessere” dei dipendenti e
della società.
Il bilancio sociale,
soprattutto se vede un opportuno coinvolgimento dei portatori di interesse con
i quali poter anche individuare indicatori condivisi per la redazione dello
stesso, può essere un importante strumento di ascolto, di comunicazione e di
diffusione di cultura sulla RSI e, come tale, strumento strategico per
garantire uno “sviluppo durevole”.
Tra le “pieghe” del
bilancio economico delle banche c’è un intangible asset che è
costituito dalla fiducia e dalla reputazione.
Il bilancio sociale
può quindi rappresentare un’integrazione sinergica del valore finanziario patrimoniale
con la capacità di generare valore in termini di fiducia, consenso,
coinvolgimento, relazione, valorizzazione del capitale intellettuale.
La ricerca Falcri non comprende la verifica della coerenza tra quanto
riportato in bilancio e gli effettivi comportamenti aziendali bensì è
“un’analisi del metodo senza entrare nel merito”. E’ tuttavia evidente che la
struttura del bilancio sociale dovrebbe essere coerente ed integrata alle linee
programmatiche ed alle strategie aziendali. In ogni caso, l’analisi effettuata
sui modelli è risultata utile a rilevare discordanze e possibili aree di
miglioramento.
L’obiettivo
prioritario che si è posto la Falcri, è quello di proporre un contributo al
miglioramento continuo sul percorso della RSI attraverso un modello scientifico
di valutazione del bilancio sociale.
Il gruppo di lavoro
Falcri ha proceduto ad una valutazione quali-quantitativa delle informazioni
contenute in ciascun “campo” individuato per identificare “le migliori prassi
nelle prassi migliori” del sistema bancario da offrire come benchmark di
riferimento per chi fa il bilancio sociale o per chi non lo fa ancora.
La scelta di formare
un gruppo di lavoro “interno”, sebbene affiancato da esperti del mondo accademico,
risponde ad un preciso obiettivo della Falcri: quello di agevolare la
diffusione di momenti formativi e informativi sul tema della RSI investendo su
propri dirigenti sindacali che hanno contribuito, già da due anni, ad
accrescere nel Sindacato consapevolezza, attenzione e sensibilità sulla
materia.
Della RSI se ne parla
molto oggi, nel settore bancario come in altri contesti. La Falcri ha scelto di
contribuire concretamente al passaggio dalla fase dell’enunciazione alla fase
dell’azione e promozione reale. Infatti la ricerca sui bilanci sociali può
essere considerata la seconda iniziativa Falcri di “responsabilità sociale”
dopo la realizzazione del cd rom formativo/informativo
sul tema della RSI. La RSI è fatta di valori ed una cosa abbiamo imparato in
questi due anni di lavoro sul tema: esiste un gap tra i valori
dichiarati e i valori vissuti, nonché tra i valori percepiti dal mercato.
Questo gap va superato e della RSI non se ne deve solo parlare,
ma va adottata come filosofia di gestione.
L’obiettivo
auspicabile è quello di un complessivo innalzamento della media generale del
sistema bancario, attraverso l’emergere della sua parte più consistente.
Nell’affidare alle
considerazioni di ciascuno i dati della ricerca, la Falcri non può che
augurarsi che quel 9% del sistema bancario, che rappresenta la punta affiorante
dell’iceberg, cresca fino ad emergere completamente.
Torna
al Sommario
|