FALCRI - Federazione Autonoma Lavoratori del Credito e del Risparmio Italiani

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LA RICERCA FALCRI ED IL CONFRONTO CON ALTRE RICERCHE SUI BILANCI SOCIALI DELLE ALTRE BANCHE

A complemento del lavoro svolto si è ritenuto utile considerare anche altre ricerche similari su temi di responsabilità sociale in modo da poter operare un confronto tra i risultati ed avere una visione d'insieme degli elementi emersi nell'indagine, nonchè posizionare quest'ultimo nel panorama delle altre ricerche condotte.

Vale la pena dire subito che le altre ricerche confermano il trend di fondo emerso nella ricerca Falcri ed in alcuni casi la complementarietà dei dati permette di far apprezzare meglio, sia la metodologia adottata dal gruppo di lavoro Falcri, sia i risultati ottenuti.

Il fatto che ci siano altre ricerche sul tema della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) con focus sulle banche significa che:

  •  il tema è di moda;
  •  l’indicatore preso per misurare il livello di diffusione del tema è il numero di bilanci sociali pubblicati;
  •  le banche rappresentano un settore di
  • avanguardia nei temi legati alla RSI.

Le quattro ricerche (tre hanno uno spettro italiano ed una ha uno spettro europeo) che sono state considerate per allargare l’ambito dell’indagine sebbene recependone acriticamente i risultati senza alcuna verifica dei contenuti   sono quelle effettuate da “Guida al risparmio responsabile” del Centro Nuovo Modello di Sviluppo; “CSR nel settore bancario europeo” di Stock at Stake; il “Primo Rapporto sulla RSI in Italia”dell’ISVI (Istituto per i Valori d’Impresa); “Diffondere la re­sponsabilità sociale d’impresa attraverso l’emulazione” del Premio Sodalitas Social Award edizione 2003.

Guida al risparmio responsabile

E’ una guida che fornisce informazioni sul comportamento delle banche per mettere in condizione i consumatori di operare “scelte consapevoli”. La guida è curata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Francesco Gesualdi e di fatto assegna dei rating agli Istituti di credito italiani relativamente alle singole aree gestionali tenendo presente i comportamenti rispetto ai grandi temi della responsabilità sociale.

La Guida passa in rassegna 44 gruppi bancari che nel complesso controllano 215 banche fino a coprire il 90% di tutta l'attività banca­ria. Di ogni banca esprime un giudizio circa l’atteggiamento su dieci aree tematiche: trasparenza, Sud del mondo, ambiente, armi, lavoratori, clienti, paradisi fiscali, regimi oppressivi, illeciti, investimenti etici.

La Guida è fortemente ispirata ad una analoga ricerca condotta su base annuale negli Stati Uniti che prende in considerazione i vari settori merceologici dal titolo “Shopping for a BetterWorld”.

L’atteggiamento della Guida qui considerata appare molto critico e, in alcuni casi, ha scatenato anche le reazioni delle banche che non condividevano i rilievi ed i giudizi espressi.

L’aspetto che emerge ai fini del confronto con la ricerca Falcri è che alcuni degli Istituti criticati nella Guida redigono il bilancio so­ciale e, se sono attendibili le osservazioni della Guida, si dimostrerebbe che il bilancio sociale da solo non è né una garanzia di orientamento alla RSI, né una garanzia di consenso e di alta reputazione sul mercato. La seconda ricerca analizzata è quella condotta dallo Stock at Stake di Bruxelles che ha presentato nel marzo 2004 uno studio sulla “CSR nel settore bancario europeo” in cui si analizzano 21 aziende con la metodologia ethibel label, metodologia che fa sì che i risparmi siano gestiti in fondi d’investimento presso Istituti di credito con il marchio Ethibel che certifica la responsabilità sociale delle aziende.

Nella ricerca le banche italiane analizzate sono state Monte dei Paschi di Siena, Banca Nazionale del Lavoro ed Unicredito.

 I risultati sono sintetizzati nella tavola 18. E’ interessante rilevare come la ricerca a livello europeo ha preso in considerazione le banche più grandi, le quali anche se nella ricerca Falcri non sono quelle che redigono da più tempo il bilancio sociale, hanno comunque recuperato velocemente posizioni ponendosi a livello europeo tra le best practice.

Tav. 18 - I risultati della ricerca Stock at Stake

 

 Il “Primo Rapporto sulla RSI in Italia” è stato redatto dall’ISVI ed ha monitorato i bilanci sociali 2001 di 187 tra banche, in­dustrie e servizi, no profit. Sono state ana­lizzate in particolare 68 Banche di Credito Cooperativo (BCC) e 21 banche. Questa ri­cerca rispetto a quella Falcri è fortemente condizionata dalla presenza di BCC, ma conferma sostanzialmente il numero dei bi­lanci sociali in circolazione nel 2001; nel ricercare punti di contatto con la ricerca Falcri, quindi, è interessante sottolineare al­cuni elementi emersi.

La denominazione principale utilizzata ac­canto a quella di “Bilancio” è stata quella “Sociale” nel 91% del campione e “Socio Ambientale” solo nel 6,7%; il restante 2,3% ha utilizzato altri aggettivi

Il modello principale seguito è stato quello del Settore Federcasse nel 67,4% dei casi, quello del Settore ABI nel 23,6% dei casi, quello GBS (Gruppo di Studio sul Bilancio Sociale) nel 3,4% dei casi e altri modelli per il restante 5,6%.

Il 91% delle banche e delle BCC ha affer­mato poi di aver intenzione di elaborare un bilancio sociale anche nel 2002. Spostando il confronto dal bilancio al pro­cesso, di particolare interesse appare la ricerca condotta dal Premio Sodalitas Social Award 2003.

Il concorso ha come obiettivo quello di diffondere la responsabilità sociale attraverso l’emulazione e conferisce premi alle aziende distintesi nella realizzazione di programmi ad alto contenuto e valore sociale. Sodalitas, in collaborazione con Banca Intesa, ha raccolto i progetti di 84 aziende iscritte all’edizione 2003 e li ha suddivisi in 5 categorie previste dal bando. Nell’aprile 2004 sono stati conferiti premi a diverse aziende tra cui spiccano anche alcune banche che si sono particolarmente distinte nelle seguenti categorie:

• “Processi interni aziendali di responsabili­tà sociale” (riconoscimento per le imprese che pianifichino ed attuino una lungi­mirante politica per attrarre, motivare e conservare il proprio “capitale umano” come fattore chiave di vantaggio compe­titivo; e/o dimostrino il proprio impegno al miglioramento continuo nella gestione delle responsabilità sociali e ambientali, nella creazione di valore per gli stakeholder, nel presidio dell’integrità dei comportamenti interni).

Nella nomination si sono distinti il Gruppo San Paolo IMI e quello Unicredito.

Un premio speciale è stato attribuito ad Unicredito per 2 processi innovativi nella gestione delle risorse umane: condivisione - con il coinvolgimento nei “Laboratori dei Valori” di 1300 dipendenti - della cultura della responsabilità sociale come elemento fondante della identità del Gruppo; indagine sul clima aziendale - 22.500 questionari compilati - per costruire un indice di sod­disfazione del personale, con individuazione di 3 aree di priorità e avvio dei relativi piani di azione

  • “Migliore campagna di Marketing Sociale”(riconoscimento per imprese che hanno realizzato iniziative di cause related marketing o di comunicazione per promuovere problematiche sociali attraverso una partnership con organizzazioni no profit).

Il premio speciale è stato conferito a BNL per l’impegno costante con cui mette a disposizione ormai da 12 anni più di 10.000 persone - dal top management alla rete delle agenzie - per contribuire alla maggiore inizia­tiva di raccolta fondi mai realizzata in Italia a favore della ricerca sulle malattie genetiche

  • Migliore iniziativa di “Finanza Socialmente Responsabile” (riconoscimento per imprese finanziarie che abbiano lanciato prodotti o rea­lizzato programmi capaci di incidere sui propri comportamenti e su quelli dei propri stakeholder. Tali programmi possono riguardare sia le attività di asset management, sia le offerte alla clientela corporate e retail di nuovi prodotti e servizi che enfatizzino la dimensione ambientale e sociale, sia, infine, iniziative di social banking o di sostegno allo sviluppo locale). Le nomination sono state quelle di Banca Agrileasing, Etica SGR, Gruppo San Paolo IMI e MPS.

Il vincitore della categoria è stata Etica SGR per aver lanciato il “Sistema Valori responsabili”, che si colloca al terzo posto per asset gestiti in Italia. I fondi sono certificati con il marchio di qualità Ethibel e seguono sperimentalmente le linee guida Eurosif sulla trasparenza; il Comitato Etico svolge attivamente una funzione consultiva e propositiva; una commissione dello 0,1% del capitale sottoscritto dai clienti alimenta un fondo di garanzia per progetti di microcredito.Su 9 premi ben 3 sono stati vinti da Istituti di credito a conferma del ruolo importante che la gestione della reputazione della fi­ducia riveste nel mondo del credito e della finanza. Tra i partecipanti il 10% sono risultati essere banche e società di gestione del risparmio, il 5% sono BCC.

Su 84 aziende che hanno partecipato al bando circa il 15% è costituito dal settore creditizio.

Conclusioni

Le ricerche qui sopra descritte, benché utilizzino criteri, metodologie ed obiettivi differenti da quelli utilizzati nella ricerca Falcri, ed in alcuni casi si riferiscano ad anni diversi da quelli presi in considerazione, hanno evidenziato alcuni punti di incontro significativi. Le banche rappresentano comunque una punta avanzata rispetto ad altri settori economici in tema di responsabilità sociale, ma con lo spirito del miglioramento continuo vale la pena evidenziare anche quelle ombre che ancora permangono nei comportamenti del settore del mondo bancario odierno

  •   le banche gestiscono i risparmi e la fiducia della clientela, ma non sono ancora particolarmente interessate a    comunicare trasparenza ai propri clienti attraverso il bilancio sociale;
  •  il bilancio sociale sembra essere utilizzato per lo più come strumento di marketing ed è spesso autoreferenziale e chiuso al dialogo lasciando ampie lacune nelle relazioni con gli stakeholder sia interni che esterni;
  •  c’è la tendenza degli Istituti di credito a raccontarsi, ma c’è anche quella a non rendersi misurabili e confrontabili con le altre aziende;
  •  le banche sembrano restie a far trapelare informazioni sulle loro attività di RSI vanificando ciò che di positivo realizzano;
  •  gli assenti sono più numerosi dei presenti;
  •  gli Istituti di credito ancora non sembrano consapevoli di quanto possa essere conveniente la RSI, nel senso etimologico di convenire, ovvero incontrarsi, “essere in armonia con” i propri stakeholder;
  •  se l’offerta di RSI da parte delle banche è risultata esigua, tuttavia la domanda degli stakeholder è addirittura inferiore; è quindi arrivato il momento di formare ed educare anche la domanda alla RSI;
  •  si registra negli ultimi tempi una proliferazione di documenti e strumenti etici a dimostrazione che il fenomeno “banche e RSI” è in crescita;
  •  e comunque il bilancio sociale è sempre lo strumento più diffuso di RSI;
  •  il settore delle BCC è quello più avanzato rispetto agli altri Istituti di credito e merita un’attenzione più forte;
  • il settore bancario sta registrando una particolare accelerazione sui temi di RSI rispetto ad altri settori.

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